A due mesi dalla tragedia, il mondo musicale italiano indipendente ed emergente, legato al circuito del Meeting degli Indipendenti che si tiene ogni anno a Faenza a fine novembre, promosso da AudioCoop, l'associazione di discografici indipendenti a cui aderiscono oltre cento sigle del settore della nuova musica italiana, ha deciso di portare il suo contributo creativo al sostegno delle popolazioni dell'Abruzzo colpite dal terremoto. Alessandro Benvenuti ha scritto una canzone...
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Fino ad oggi...hanno suonato e cantato:
Alessandro Benvenuti (voce), Barbara Eramo (voce - Piccola Banda Ikona),
Arlo Bigazzi (basso con e-bow, balalika "extra" basso),
Antonio Superpippo Gabellini (chitarra 12 str.),
Vittorio Catalano (ciaramella, flauto di canna, flauto traverso, sax soprano),
Marzio Del Testa (batteria).
hanno realizzato le registrazioni :
Azzurra Fragale (in Valdarno); Stefano Saletti (a Roma).
stanno per suonare e cantare:
Cristiana Colangelo (voce - Vega's); Stefano "gas" Valeri (drums kit - Vega's);
Marcello Prosperococco (chitarra el. - Vega's) Quartetto Euphoria (strings);
Stefano Saletti (bouzouki, mandola - Piccola Banda Ikona);
Luca Nuzzolo (synth - Soluzione); Germano Mazzocchetti (fisarmonica);
Carlo Cossu (violino - Piccola Banda Ikona); Guglielmo Ridolfo Gagliano (chitarra el. & devices - Paolo Benvengnù).
hanno aderito all'iniziativa:
Enzo Onorato . gianCarlo Onorato - Lilium; Ramsàzizz'; Marco Manzella - Progetto KeepOn . Disordine delle Cose; La Pioggia Dischi; Maninalto!; Materiali Sonori.
Decidilo tu
(canzone per l'Abruzzo)
Così dolce era l'ora in cui la campana
con tocchi di bronzo richiamava a se
l'attenzione distratta da mille altri suoni
i tuoi occhi incagliati in giornate a cliché
Eran muri e mattoni, una vista d'insieme
un ventre di madre a proteggere chi
come sempre non vede le cose più vere
e va in cerca di noia per altri bazar
E poi venne col buio
Un tremore di fondo
E la notte dei tempi calò
Sulle tue cose vere
Sulle cose di sempre
Quelle cose che parlan di te
Del respiro del mondo hai capito l'umore
e il fiorire di luoghi comuni e di più
la tua storia finita in un niente di tempo
il tuo nome neppure un sussurro nel vento
Ora guardi e sei muto, il paesaggio violato
la campana caduta che adesso ti manca
la tua terra ha ucciso con uno starnuto
il passato è una polvere bianca
Quando venne dal buio
il tremore di fondo
e la notte dei tempi calò
Sulle tue cose vere
Sulle cose di sempre
quelle cose che parlan di te
Ora sogno un domani che sappia di mani
E di gente che non voglia più
Le sue sere inchiodate davanti a quei palsimi
Di un sogno chiamato tivù
E mi spingo a pensare che possan tornare
momenti che valgan di più
nei rapporti tra uomini e donne
che un moto di faglia ha sbattuto giù
E il tremore che viene dal fondo
questa volta decidilo tu
non son più le promesse a guarire il dolore
di chi ha perduto il più
E il tremore che viene dal fondo
questa volta decidilo tu
fra macerie e dolore di proclami
non servono più
Quel tremore che viene dal fondo
questa volta decidilo tu
O quei muri che sono il tuo tempo
rimpianto non torneranno